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Raggi di luce

Si creano tante chiese qua e là, di diverso genere, di diversa bellezza, e non pensiamo al meraviglioso tempio del Signore che è il nostro tempio. Che cosa stupenda, raccogliersi in questa chiesa, e stare lì, nell’a tu a tu col Cristo, come a Betania! Quanto tempo siamo stati in questa chiesa meravigliosa chiesa vagante, che cammina con noi?

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Perché far conoscere Gesù?

Dietro ad ogni finestra di questi palazzoni tante persone vivono, gioscono, soffrono, lavorano, muoiono, hanno speranze e delusioni... Tutti cercano qualcosa che li renda soddisfatti: nuove amicizie, conoscenze, affetti, realizzazione di sé. In fondo cercano la felicità. Siamo convinti che la chiave della felicità sia Gesù, ma pochi lo sanno. In quante di questa case riesce ad entrare?

 
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Come farlo conoscere?

Guardiamo come faceva Gesù. Gesù parlava, agiva, amava, compiva opere buone, pregava. Era amico dei peccatori, mangiava e beveva con loro perché cambiassero, ma nel rispetto della loro libertà.

Noi lo dobbiamo testimoniare con la vita e con la parola, proponendo anche, quando occorre, un'informazione corretta sulla fede per mostrare tutta la ragionevolezza e la bellezza del credere in Lui.
E per far ciò dobbiamo fare come faceva Gesù, che stava anche ore e ore a contatto con il Padre in profonda intimità. Per annunciare Lui bisogna che siamo suoi amici intimi, che passiamo molto tempo con Lui, per poi "scendere dal monte" e narrare a tutti le cose belle che abbiamo imparato stando cuore a cuore con Lui.

 
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Come tutti, con Gesù nel cuore

Per portare Gesù agli uomini e donne del nostro tempo occorre vivere accanto a loro, come loro, con il cuore pieno di amore a Gesù e ai fratelli.

Duemila anni fa Gesù, sulle strade della Palestina, non aveva paura di essere schiacciato dalle folle, ma allo stesso tempo passava ore e ore a contatto con il Padre, anzi, era sempre in comunione con Lui, tanto da essere chiamato "il contemplativo del Padre". Questo suo atteggiamento di intimità con il Padre ha colpito i discepoli, che un bel giorno gli chiesero: "Insegnaci a pregare!" E ne venne fuori il PADRE NOSTRO.

Anche oggi Gesù cerca persone disponibili che lo portino sulle strade del mondo, in ogni ambiente. E che allo stesso tempo vivano in profonda intimità con Lui adorandolo nella "cella del nostro cuore" (San Francesco) sempre, anche quando si cammina, si viaggia, si aspetta, in una profonda comunione spirituale con Lui.

 
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Testimoniare il Vangelo

Le persone hanno bisogno di incontrare testimoni al loro fianco: in famiglia, sul luogo di lavoro, di divertimento... perfino in un letto di ospedale.
La pace e la gioia che Gesù ha promesso a chi lo ama, a chi si affida a Lui sono contagiose. Un cristiano vero non mostra una faccia triste, ma gioiosa: sa di essere un figlio di Dio, amato. Il mondo ha bisogno di maestri, sì, ma che siano anche testimoni di quell'amore che Dio ha per tutti gli uomini e che ci ha fatto vedere in Gesù.

 
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Le ragioni della fede

Oggi anche l'Italia, l'Europa, paesi di antica cristianizzazione, sono diventate di nuovo terra di missione. Occorre nuovamente annunciare il Vangelo con metodi e linguaggi nuovi, adatti alla cultura post-moderna del momento. È la nuova evangelizzazione, su cui insiste tanto il pontefice Benedetto XVI: non basta parlare al cuore ma anche all'intelligenza.

Una conoscenza il più possibile corretta e documentata, capace di mostrare la solidità del messaggio evangelico e la sua bellezza, acquista valore tanto più oggi, quando la mole di informazioni che ci bersaglia, concorre a diffondere nozioni vaghe e confuse, spesso distorte, sulla fede e sul cristianesimo.

La fede è frutto di un dialogo misterioso tra Dio che si rivela e la libertà dell’uomo; non si appoggia su delle ragioni ma ci sono dei motivi per credere.

L'atto di carità più grande è aiutare le persone ad accogliere Gesù; occorre saper presentare all'occorrenza le ragioni del credere per rendere più facile l'accoglienza del Vangelo.
San Pietro ci esorta a saper rendere ragione della speranza che è in noi (1Pt 3,15). Qualsiasi luogo è opportuno per far conoscere Gesù, qualsiasi occasione va colta con prontezza, disinvoltura e simpatia.

 

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